Il vino Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino: cenni storici

Il Brunello di Montalcino insieme ad altri vini italiani già fra l’800 ed il ’900 avevano vinto centinaia di premi a livello Europeo. Il Brunello deve la sua fortuna ad una strada, la Via Francigena che collegava le tre principali mete religiose cristiane dell’epoca medievale: Santiago de Compostela, Roma e Gerusalemme. Per cui i viaggiatori del Medioevo, tra cui eccellenze come Carlo Magno e a seguire ogni altro imperatore del Sacro Romano Impero, papi, cardinali che arrivavano dal nord Europa per raggiungere Roma, dovevano passare obbligatoriamente vicino a Montalcino. Questi viaggiatori, abituati a vini d’eccellenza, apprezzavano molto le taverne di questo luoghi, andando ad incrementare notevolmente il consumo del vino. Dai carteggi del ’600 risulta che anche la corte di Inghilterra importava i vini di Montalcino per la mensa reale.

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Grazie a questa apertura sul mondo i produttori di Montalcino, già dalla prima metà del ’900, ebbero idee all’avanguardia e intuitive sulla moderna commercializzazione. La Fattoria dei Barbi negli anni ’30 inviò per corrispondenza i propri prodotti per farsi conoscere da tutti i medici e gli avvocati senesi e nel 1950 realizzò la prima cantina italiana attrezzata per la degustazione e la vendita al pubblico del vino in bottiglia. I produttori della cantina Biondi Santi iniziarono a spedire i propri prodotti in USA ed in altri paesi. Con lo slogan “il Brunello è benzina”, scritto negli anni ’30 dal famoso poeta futurista Filippo Tommaso Marinetti in occasione della Mostra Mercato dei Vini Tipici Italiani, viene sottolineato come questo carburante sia in grado di muovere il commercio dell’intero mondo. Negli anni ’60 fu costruita l’Autostrada del Sole e purtroppo per l’economia di Montalcino questo evento fu devastante, infatti questa città si trovò improvvisamente a non essere più il cuore pulsante degli scambi commerciali e addirittura si trovò isolata.

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La storia del vino Nobile di Montepulciano è antichissima e connessa alla storia della città, troviamo notizie presenti negli archivi poliziani già nel 1350 per stabilire clausole e norme per il commercio e l’esportazione del Vino Nobile di Montepulciano. Nella seconda metà del ’700 il vino di Montepulciano fu definito e descritto come “Nobile”, segno evidente dell’alto livello di impegno qualitativo sostenuto per la sua produzione. Anche questo vino era celebre all’estero, Voltaire ne parla nel suo celebre “Candido” ed era molto apprezzato da Thomas Jefferson.

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